Wend Barka Onlus - Racconti

Luca Valente, socio fondatore dell’Associazione Wend Barka Onlus.

 

Già nel 2006 decisi di toccare con mano ciò che i mass media ci propongono in continuazione: Africa, India, America Latina, storie di fame, guerra e povertà. Non una mia scelta ma la volontà di Dio ha voluto che mi recassi in Africa, meraviglioso e immenso continente, dove miseria e povertà convivono con la ricchezza semplicemente ai lati opposti della strada.

 

La mia prima esperienza è stata di 23 giorni e in quel periodo mi sono ammalato. Di che cosa? La gente lo chiama Mal d’Africa, voi chiamatelo come volete; sta di fatto che sino ad oggi sono tornato in quei luoghi per ben cinque volte, l’ultima insieme agli amici con cui ho fondato la predetta Associazione.

 

Sono passate poche ore dal nostro rientro da quei luoghi immersi nella terra rossa dove mani tese, odori acri, sorrisi gioiosi, colori intensi, sguardi curiosi, sono immagini che rimangono lì fisse ed immobili come a pretendere di non venir rimosse dalla mia mente. Bimbi scalzi, polvere soffocante, donne affaticate in lavori di vario genere, buio pesto, un cielo stellato che si tocca quasi con un dito tanto è vicino.

 

Ebbene amici il Burkina Faso vi dice Grazie, Barkà in lingua Morè. Si grazie per le adozioni a distanza che avete già sostenuto da tempo, grazie per gli aiuti di vario genere che avete raccolto ed inviato a più riprese, l’ultima volta con un container nel luglio di quest’anno. Suor Ester, la suora italiana che da circa 27 anni vive in Africa ha personalmente detto: "non avevo mai ricevuto un container ricco di tanta roba e per di più senza pagare alcun soldo".

 

Noi ci siamo recati in Burkina personalmente ma Voi tutti eravate con Noi. Sì, eravate insieme a Noi quando abbiamo donato i farmaci trasportati a Suor Noelie, responsabile del CREN (Centro dei Bambini Malnutriti) di Boussè. Eravate ancora insieme a Noi quando abbiamo visto i bambini adottati e consegnato a loro e ai loro genitori i doni inviati. Ancora insieme a Noi quando ci siamo recati ad Arbollè per visionare l’andamento del progetto teso all’inserimento dei bambini nel mondo della scuola, il riscontro dei banchi acquistati con i soldi dei benefattori e realizzati dalla vendita del calendario dell’Associazione. Eravate presenti insieme a Noi anche quando siamo andati a vedere il pozzo realizzato a Kogbo, villaggio sperduto nella savana, dove la gente, e le donne in particolar modo, era costretta a percorrere 8 chilometri per andare ad approvvigionarsi di acqua magari con i bambini legati sul dorso.

 

Con questa testimonianza desidero parlare a Voi amici dell’importanza di ogni nostro gesto e delle conseguenze che anche le nostre scelte più banali hanno sugli altri esseri umani. Vorrei scuotere ognuno di Voi mostrandogli quanto il suo “essere unico” è un dono e non una non uniformità da nascondere e allo stesso tempo vorrei che ognuno di Noi capisse quanto nel quotidiano e nella normalità possiamo fare per rendere questo mondo migliore. Sicuramente insieme possiamo fare ancora tantissimo con poco.

 

Luca 

 

 

Michele Cattiodoro, socio dell’Associazione Wend Barka Onlus.

 

Sono tornato dal Burkina ma la testa e il cuore sono ancora lì.

 

Ci ho messo alcuni giorni a "carburare", ovvero ad entrare nella realtà africana: troppo forte l'impatto con un ambiente (solo) apparentemente ostile, la sporcizia, la povertà, il disagio per un luogo così differente da quello in cui vivo. Abbiamo trascorso i primi giorni a Boussè da Suor Esther, tanto dura e battagliera che solo così puoi affrontare l’Africa. Abbiamo passato ore al CREN (Centro per il Recupero dei bambini malnutriti e di Educazione Nutrizionale) di Boussè vedendo per la prima volta bimbi denutriti e dai grandi occhi (che ti rimangono nel cervello) e l’emozione era attenuata e modellata da suor Noelì, africana nella pelle  e nei tempi ma europea nel modo di ragionare e di organizzare le cose.

 

Una visita in un villaggio vicino ad Arbolè (dove Wend Barka ha fornito i banchi di scuola) è stata un'immersione tra i bimbi, la gente, le autorità locali che ci hanno donato sorrisi, strette di mano, saluti veri e parole sincere, cultura africana (balli e pranzo a casa del “ricco del luogo”).

A Nanorò vedere l’ospedale ma soprattutto parlare e stare con Gino Capponi e don Pietro fa capire cosa vuol dire avere ideali, credere in un futuro migliore, essere profondi d’animo e mettere il tutto in pratica. Vicino a loro mi sentivo molto molto piccolo.

 

Suor Esther ci ha fatto visitare Ouaga: ma ti pare possibile che il governo possa erigere certe costruzioni faraoniche (il palazzo presidenziale ad esempio) e lasci i suoi abitanti appena fuori città nella miseria più nera senza acqua, luce e cibo???

Barbara (mia moglie) è rimasta impressionata ma desiderosa di dare una mano, però mi ha stupito mia figlia Elisa, giovane ma determinata che si è inserita prima e meglio di me nella realtà avvicinandosi ai bimbi e considerandoli già tutti suoi!

 

Sono stato veloce per non tediarvi ma ci sarebbero tantissime altre situazioni ed emozioni da descrivere.

Ora sono rientrato e la settimana è passata a recuperare le incombenze  lavorative. Questo fine settimana mi troverò con amici che hanno donato vestiti e farmaci e vedrò di far capire a loro cosa significa Burkina! 

A presto!

 

Michele

 
Santino Gigante, socio dell’Associazione Wend Barka Onlus.

Da Cormano a Nanorò.


Nanorò,Burkina-Faso. E’ grazie all’associazione Wend-Barka che ho potuto fare questo viaggio. Non mi sarei mai immaginato di poter vedere di persona cosa vuol dire vivere in un villaggio Africano, Nanorò, a 50 km dalla capitale.

Nel tragitto notiamo subito gli asinelli che trainano i carretti con sopra grossi bidoni ricolmi di acqua, vitale in queste zone. 
Finalmente l’arrivo alla scuola di Suor Ester (Italiana), suor Noelì e suor Josepha (Burkinabè). Tre suore splendide sempre disponibili ad ascoltare donne in difficoltà, ad offrire un piatto di riso e aiutare i bambini malati. La scuola è una piccola oasi felice in mezzo alla povertà più assoluta.

Fuori dalle mura un’altra vita, bambini sporchi che possiedono solo una maglietta, un pantaloncino e le ciabatte. Vivono in piccoli insediamenti con capanne di 2x2 metri, muri in argilla e tetti in lamiera. Dentro sono vuote, per dormire le donne adagiano i loro ampi foulard per terra e si stringono ai figli più piccoli. Tutto attorno gli animali vivono in libertà, galline, maiali, capre, asini. Gli odori forti di mancanza igienica si mescolano con gli odori delle feci degli animali e della terra bruciata dal sole. Inimmaginabile vivendo in Italia.

I giorni successivi gli incontri con i bambini, piccoli frugoletti vestiti tutti uguali, da 3 a 5 anni. Arrivano alle 7.00 e ci aspettano al cancello per farsi accompagnare in classe, tre/quattro alla volta, ognuno attaccato ad un dito. Li saluti ma appena ti giri ti ritrovi dietro le spalle Isidore, uno dei più piccoli, non parla, non sorride, si avvicina solamente perché vuole essere ripreso per mano. Gli dai una caramella ma non la mangia, vuole solo starti vicino, sentire ancora per un attimo il calore della tua mano prima di rientrare in classe. Isidore, sua mamma l’ha abbandonato ed una donna l’ha accolto nella sua famiglia, ma non è suo figlio e quindi è l’ultimo a mangiare, a vestirsi, a parlare. E’ stato adottato da un mio amico e quindi potrà andare ancora a scuola. Solange, una bambina, una storia diversa che ha in comune solo la povertà e l’adozione, è felice perché indossa una maglia nuova, quella della PGC, è una nostra tifosa che vive a 4000 km di distanza ed oggi ha una speranza in più di vivere.

Pallavolo Cormano e Wend-Barka, un’altro gemellaggio tra sport e volontariato.

Santino

 

  

Ilario Cormio, socio dell’Associazione Wend Barka Onlus.

 

 

Mi chiamo Ilarione Cormio e desidero portare anch'io la testimonianza di come sia veramente unico e bello vivere un'esperienza in Africa a diretto contatto con 
la povertà estrema.

 

Nell'unico viaggio effettuato nel 2009 con alcuni soci della Wend Barka Onlus in Burkina Faso, ho potuto rendermi conto di quanto io 
sia stato fortunato ad esser nato in Italia e a vivere in Europa.

 

I miei primi due giorni nel continente africano sono trascorsi, nella quasi totalità, nel silenzio. Silenzio dovuto al fatto che, avevo sì visto come del resto tanti di Noi per Tv delle immagini di questi paesi cossidetti del Terzo Mondo, ma quando le vivi di persona....le emozioni, le sensazioni sono indescrivibili... vorresti fare tanto per loro quando sei là ma di fatto puoi fare poco, molto poco.

 

Ho compreso che invece coivolgendo amici e conoscenti in Europa si può creare un progetto per aiutarli, inviare aiuti umanitari, insomma a distanza si può fare tanto solo se lo si vuole fare. Porterò nella mia mente scolpiti i volti di tutte le suore ed in particolar modo di Suor Ester che ci è stata vicina durante i giorni della nostra permanenza in quei luoghi, ma soprattutto i volti gioiosi di tutti i bambini che ho visto ed in particolar modo i loro occhi molto espressivi, quasi a volermi chiedere in tanti casi..."aiutami"...

 

Ilario Cormio (Arrogate - Yorkshire - Inghilterra)

   

 

Mario Scognamiglio, socio fondatore dell’Associazione Wend Barka Onlus.

Nella mia Vita ho avuto altre esperienze in cui ho fatto "Solidarietà Vera" in Paesi poveri.
Nel 2008 mi è stata fatta la proposta di andare in Africa per osservare da vicino la povertà e per fare direttamente opere concrete. Spesso come tanti del resto, avevo assistito a documentari che narravano di luoghi in cui parlare di miseria e di povertà è eufemismo puro.

Eppure vi assicuro, dopo il mio primo viaggio in Burkina Faso ho compreso che al peggio non c'è mai fine. Mi sono accorto che nulla avviene per caso. Da quel mio viaggio con alcune persone ho consolidato, con altre è sorto un rapporto di amicizia, che mi ha portato insieme agli stessi nel 2009 a fondare un'associazione di volontariato, la Wend Barka Onlus.

Ciò è stato fatto al solo scopo di essere più utile alle Suore Missionarie presenti in terra d'Africa da oltre 27 anni e indirettamente ai bambini, alle donne, agli ammalati, ai poveri che quotidianamente vivono nella assoluta precarietà e nel pieno disagio. Mancanza di acqua potabile, di alimentazione, di istruzione, della possibilità di curarsi e la lista potrebbe essere ancora lunga mi hanno indotto a maturare l'idea che posso, che voglio e che devo stare al fianco dei più deboli fornendo per quanto mi è possibile un aiuto tangibile, una solidarietà fattiva alimentata da gesti concreti e costanti.

Mi sono accorto che con poco si può fare veramente tanto. Nelle mie tre esperienze sino ad oggi vissute in Burkina Faso avevo pensato con le mie umili e varie forme di solidarietà di contribuire, in piccolo, ad arricchire alcune realtà bisognose di quello Stato in via di sviluppo.
Invece cari lettori, vi dico che al ritorno da ogni viaggio fatto nel "continente nero" mi accorgo che l'arricchimento....è "Grazie a Loro" sempre e solo mio.

Mario

Luca Pontillo, socio dell’Associazione Wend Barka Onlus.

Osservando un giorno alcune foto ed immagini mostratemi da un socio della Wend Barka Onlus ho capito che nella Vita un'esperienza di volontariato attivo mi avrebbe arricchito in tutti i sensi. Sono un imprenditore e mi occupo di installazione di impianti elettrici.

Un giorno, mi è stato proposto di recarmi in Burkina Faso per mettere a disposizione le mie piccole capacità e professionalità, in favore delle Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù presenti in Africa. Giunto lì mi hanno dapprima chiesto di riparare alcuni strumenti presso l'ospedale di Nanorò dei Frati Camilliani e successivamente quello di mettere in sicurezza l'impianto elettrico (nei restanti giorni) realizzato presso la missione delle Suore esistente sempre in Nanorò.

Al termine dei giorni della mia permanenza in Africa, I Frati Camilliani e le Suore mi hanno ringraziato per quello che avevo fatto, ma credetemi, in tutta sioncerità sono stato io a ringraziare loro per avermi concesso la possibilità di essere utile. Ho visto cose belle e meno belle....desidero però ricordare solo le più belle e tra queste gli sguardi e gli occhi penetranti dei tanti bambini che ho conosciuto, abbraccitao, accarezzato e salutato.

Un'esperienza unica nel suo genere che mi ha insegnato tanto!!!


Luca